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Nel 1961 inizia la costruzione dell'ospedale a Macapà col denaro ricavato dalla vendita della propria azienda. Nel 1965 si trasferisce definitivamente a Macapà. Allora la città contava circa 18.000 abitanti (oggi supera i 300.000). L'ospedale progettato da Candia e da Mons. Pirovano, pareva sproporzionatamente grande. L'aumento della popolazione darà ragione al "sogno" di Candia.
Tuttavia, poco prima che Candia fosse presente a Macapà, Mons. Pirovano era tornato in Italia come superiore del Pime. Lo stesso Pirovano vuole consegnare a Candia il crocifisso di missionario, dopo averlo accompagnato in udienza da PaoloVI.
Il 28 giugno 1965 Candia sbarca definitivamente a Macapà.
Inizia così un periodo di lavoro intenso, fra soddisfazioni e sconfitte, accompagnato dall'affetto e dal sostegno di tanti, ma anche dai contrasti e dall'indifferenza. L'ospedale è dedicato a San Camillo e San Luigi a ricordo dei genitori ed è dotato di 150 posti letto.
Piano piano entrano in funzione i reparti dell'Ospedale S. Camillo e S. Luigi. Il primo ad entrare in funzione è l'ambulatorio pediatrico; nel 1968 si inaugura il centro ricerche per malattie tropicali (nella foto).

Nelle foto sopra: l'inizio dei lavori a Macapà e Marcello Candia nell'ingresso dell'ospedale in fase di costruzione


Il 7 febbraio 1969 ha luogo l'inaugurazione ufficiale della struttura, dotata di clinica ostetrica, pediatrica, chirurgica, di cinque ambulatori, di una scuola per infermieri e di un reparto dermatologico per cure ambulatoriali e domiciliari, con particolare attenzione alla cura ed alla prevenzione della lebbra, assai diffusa nella zona.
Dirà lo stesso Candia nel 1975 "Costruire l'ospedale è stato duro: finanze, trasporti, tecniche di costruzione, personale incapace in loco, ritardi ecc; ma farlo funzionare è stato due volte più duro".
Ma aggiungerà anche:"La più grande gioia che ho provato è stata proprio questa: vedere quella gente, rassegnata da secoli al tremendo destino della malattia considerato invincibile, acquistare speranza".

Nella sua volontà l'ospedale doveva caratterizzarsi per l'accoglienza e il servizio ai poveri, con attenzione a tutte le necessità della persona, e per l'efficienza e lo spirito manageriale della conduzione.
Nel 1975 l'ospedale verrà donato ai Camilliani della Provincia brasiliana e quindi da quel momento tutta la responsabilità di far funzionare un ospedale a servizio dei poveri viene a loro demandata.
Nel 1967 fonda a Marituba un Centro Sociale per 700 ospiti del lebbrosario, dotandolo di corsi di alfabetizzazione, cucina, dattilografia e animazione sociale.
Nello stesso anno Marcello Candia ha un primo infarto.
Nel 1974 fonda un "Centro Sociale" nel lebbrosario di Prata, a 150 km. da Marituba (nella foto) ottenendo le prime religiose.

Nel 1975 è posata la prima pietra della casa di preghiera "Nossa Senhora da Paz" all'interno del lebbrosario di Marituba, per ospitare religiose e religiosi dediti all'assistenza dei lebbrosi.